{"id":1954,"date":"2025-03-17T11:21:00","date_gmt":"2025-03-17T10:21:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/?p=1954"},"modified":"2025-03-17T11:33:21","modified_gmt":"2025-03-17T10:33:21","slug":"il-raggio-ardente-video-versione-breve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/archives\/1954","title":{"rendered":"IL RAGGIO ARDENTE &#8211; VIDEO  (Versione breve)"},"content":{"rendered":"<p>Alessandro Magini, <em>Il raggio ardente &#8211;\u00a0<\/em>VIDEO (versione breve)<\/p>\n<p>Ensemble Les six voix solistes, direttore Alain Goudard<\/p>\n<p>CLICCA\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Uf0klBg65UM\"><strong>QUI\u00a0<\/strong><\/a>per collegarti al video<\/p>\n<p>Nella storia della musica la poesia di Michelangelo ha ispirato numerosi compositori, dal Cinquecento fino ai nostri giorni. Mi limito a ricordare <em>Com\u2019ar\u00e0 dunque ardire<\/em> di Bartolomeo Tromboncino<em>,<\/em> il primo madrigale su testo di Michelangelo stampato nel 1518; e poi, sempre nel Cinquecento, Costanzo Festa, Andrea Antigo, Jacques Arcadelt, fino ai <em>Michelangelo-Lieder di Hugo <\/em>Wolf del 1897, i <em>Sette sonetti di Michelangelo op. 22<\/em> di Benjam Britten del 1940, oppure la <em>Suite su versi di Michelangelo <\/em>op. 145<em> <\/em>di Dimitri \u0160ostakovi\u010d del 1974. Per non parlare del Michelangelo ispiratore di una lunga serie di opere teatrali e musicali, come <em>Genio e sventura<\/em> di Temistocle Solera del 1843, oppure <em>Rolla<\/em> di Teodulo Mabellini del 1840. D\u2019altra parte Rilke, tra il 1899 e il 1903, scrisse nel <em>Libro d\u2019ore<\/em>: \u00abMichelangelo \u00e8 l\u2019uomo che sempre ritorna quando un\u2019epoca, che sta per finire, riassume ancora una volta il proprio valore. Allora uno ne solleva l\u2019intero peso e lo scaglia nell\u2019abisso del proprio petto\u00bb.<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 modestamente anche <em>Il raggio ardente<\/em>, del quale viene qui presentata solo una parte, nasce dalla passione per la poesia di Michelangelo, una poesia espressa in una lingua di rara bellezza, che conserva inalterata la sua potenza e che trasmette, ancora oggi, tutta la forza della cultura umanistica fiorentina d&#8217;impronta neoplatonica nella quale fu forgiata. Una cultura dal valore universale che valic\u00f2 ben presto i confini toscani per radicarsi in Europa, particolarmente in Francia. Non \u00e8 un caso se l&#8217;umanista e poeta Pontus de Tyard (uno dei fondatori del primo movimento della storia letteraria francese, la <em>Pl\u00e9iade<\/em>), pare trovare proprio nelle rime di Michelangelo, un fondamentale punto di riferimento, come emerge nei suoi poemi raccolti ne <em>Les E<\/em><em>rreurs amoureses<\/em> del 1549.<\/p>\n<p>I concetti e il vocabolario poetico di Pontus ricalcano quelli michelangeleschi, nel solco di un neoplatonismo che Buonarroti, forse caso unico, adott\u00f2 \u00abnon per alcuni aspetti\u00bb, bens\u00ec, come scrisse Erwin Panofsky nel 1939, \u00abnella sua totalit\u00e0, e non [\u2026] come moda del giorno, ma come giustificazione metafisica di se stesso. [&#8230;]. Cos\u00ec, continuava Panofsky \u00abi versi di Michelangelo che colpiscono il sensibile orecchio italiano come duri e ruvidi, differiscono dalle produzioni pi\u00f9 eufoniche dei suoi contemporanei in quanto hanno il suono stesso della verit\u00e0.\u00bb<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Nei versi di Michelangelo e di Pontus de Tyard si avvicendano visioni e concetti espressi in un medesimo linguaggio inevitabilmente metaforico. Ecco dunque il \u00abfoco e il ghiaccio\u00bb:\u00a0 <em>Sento d&#8217;un foco un freddo aspetto acceso \/ che lontan m&#8217;arde e s\u00e9 con seco agghiaccia<\/em>, scrive Michelangelo. Similmente Pontus replica: <em>Je\u00a0 sens un feu chaudement allum\u00e9, \/ Qui br\u00fble en moy le plus froid de mon \u00e2me<\/em>, cio\u00e8 <em>Sento un fuoco ardentemente acceso, che brucia in me la parte pi\u00f9 fredda della mia anima<\/em>. Le lacrime che si ghiacciano, il fuoco che le scioglie; luce, tenebra e raggi ardenti, e via di seguito, fino all\u2019evocazione dell\u2019Uno di Plotino: <em>Unico spirto e da me solo inteso,<\/em> scrive appunto Michelangelo. Quell\u2019Uno Primo che contiene tutto, che \u00e8 sovrabbondante di Essere. E prorpio a causa di tale sovrabbondanza l\u2019Essere trabocca, fuoriesce dall\u2019Uno e si riversa sulla molteplicit\u00e0 delle cose del mondo illuminandole e cos\u00ec vivificandole, come luce che si diffonde, un raggio ardente appunto, secondo il principio plotiniano di <em>Emanazione<\/em>.<\/p>\n<p>Il video, che si integra con la partitura musicale, tenta di interpretare visivamente la simbologia di marca neoplatonica che traspare dalle metafore poetiche di Michelnagelo e di Pontus: dal fuoco magmatico, al fluire dell\u2019acqua che si solidifica in ghiaccio, dal rosso al bianco, dagli spazi siderali alle forme geometriche, fino al volo di una mongolfiera sospinta dal fuoco che si perde nella luce, quasi come anima stanca che aspira ad uscire dalla materia, innalzandosi verso l\u2019infinito dell\u2019Uno. Quest\u2019ultima immagine che chiude il video, \u00e8 ripresa da un lavoro di Marco Bagnoli, le opere del quale sono pi\u00f9 volte citate, proprio per il suo modo di concepire luce, forma, spazio, colore, in una tensione che si armonizza con quella idea di un\u2019arte trascendentale che trapassa i limiti della forma e della materia, manifestandosi in simboli e metafore: il fuoco e i punti di luce di <em>Namaskar<\/em>, la banda rossa di <em>Porte regali<\/em>, gli spazi siderali di <em>Rotazione apparente<\/em> le proiezioni di luce e ombra di <em>Noli me tangere <\/em>fino<em> <\/em>alla mongolfiera di <em>Albe.<\/em> Il tutto in quella prospettiva di \u201cOpera scenica\u201d perseguita da Marco Bagnoli e nella quale si pu\u00f2 inquadrare il suo <em>modus operandi<\/em>.<\/p>\n<p>Nella partitura de<em> Il raggio ardente<\/em> i suoni delle rime di Michelangelo e di Pontus sono intonati, in forma madrigalistica, da un gruppo di sei voci femminili, al quale si contrappuntano passi recitati e l&#8217;elaborazione elettronica dei suoni di particolari strumenti appositamente campionati: i registri di un organo del Seicento, gli armonici prodotti dalla cordiera di un pianoforte e le risonanze di un set di campane tibetane: dunque soffio, percussione, emanazione.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Tornando a <em>Il Raggio ardente, <\/em>e avviandomi alla conclusione, cito ancora Panofsky: \u00abLa poesia di Michelangelo riafferma l\u2019interpretazione allegorica di Plotino circa il processo mediante il quale la forma di una statua viene districata dalla pietra recalcitrante. La bellezza preter-individuale e persino preter-naturale delle sue figure, non qualificate da pensieri consapevoli o da emozioni precise, ma offuscate come in <em>trance<\/em>, oppure splendenti dell\u2019eccitazione di un <em>furor divinus<\/em>, riflette \u2014 e ne \u00e8 riflessa \u2014 la neoplatonica fede che quanto la mente rapita ammira nello <em>specchio<\/em> delle singole forme e delle qualit\u00e0 spirituali non \u00e8 che un riflesso dell\u2019unico, ineffabile splendore della luce divina di cui l\u2019anima si \u00e8 compiaciuta prima della sua discesa alla terra, che poi sempre ricorda anelandovi, e che pu\u00f2 temporaneamente riguadagnare pur essendo <em>della carne ancor vestita.<\/em>\u00bb Termino quindi con il Sonetto XXX di Michelangelo:<\/p>\n<p align=\"center\">Veggio co\u2019 bei vostri occhi un dolce lume,<\/p>\n<p align=\"center\">che co\u2019 miei ciechi gi\u00e0 veder non posso.<\/p>\n<p align=\"center\">Porto co\u2019 vostri piedi un pondo addosso,<\/p>\n<p align=\"center\">che de\u2019 mie zoppi non \u00e8 gi\u00e0 costume.<\/p>\n<p align=\"center\">Volo con le vostr\u2019ale senza piume.<\/p>\n<p align=\"center\">Col vostr\u2019ingegno al ciel sempre son mosso.<\/p>\n<p align=\"center\">Dal vostr\u2019arbitrio son pallido e rosso,<\/p>\n<p align=\"center\">freddo al sol, caldo alle pi\u00f9 fredde brume.<\/p>\n<p align=\"center\">Nel voler vostro \u00e8 sol la voglia mia,<\/p>\n<p align=\"center\">i mie\u2019 pensier nel vostro cor si fanno,<\/p>\n<p align=\"center\">nel vostro fiato son le mie parole.<\/p>\n<p align=\"center\">Come luna da s\u00e8 sol par ch\u2019io sia;<\/p>\n<p align=\"center\">che gli occhi nostri in ciel veder non sanno<\/p>\n<p align=\"center\">se non quel tanto che n\u2019accende il sole<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Rainer Maria Rilke, <em>Il libro d\u2019ore<\/em>, I, 29, nella versione di Vittorio Mathieu (<em>Dio nel \u00abLibro d\u2019ore\u00bb di R. M. Rilke<\/em>, Olschki, Firenze 1968).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Erwin Panofsky,<em> Il movimento neoplatonico e Michelangelo, <\/em>in<em> <\/em>&#8220;Studi di iconologia: I temi umanistici nell&#8217;arte del Rinascimento&#8221;<em>, <\/em>(1939), Einaudi, Torino 1975, pp. 236-273.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro Magini, Il raggio ardente &#8211;\u00a0VIDEO (versione breve) Ensemble Les six voix solistes, direttore Alain Goudard CLICCA\u00a0QUI\u00a0per collegarti al video Nella storia della musica la poesia di Michelangelo ha ispirato numerosi compositori, dal Cinquecento fino ai nostri giorni. Mi limito a ricordare Com\u2019ar\u00e0 dunque ardire di Bartolomeo Tromboncino, il primo madrigale su testo di Michelangelo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1954","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1954","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1954"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1954\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1959,"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1954\/revisions\/1959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandromagini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}